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Autrice: Nadia Izzo

Giorni fa mi sono imbattuta nella visione di un cortometraggio “The Library” del regista Jason LaMotte. L’articolo che accompagnava il video affermava: “The Library è un cortometraggio di 20 minuti che vi farà innamorare delle biblioteche e della loro area romantica”.

Dovevo vedere quel video!

Con un incipit del genere mi sono incuriosita e, messa comoda al mio computer, ho pigiato lo start.

È stata magia pura, emozione fortissima, ritorno al passato.

La trama è molto semplice: una ragazzina di 13 anni, si reca in biblioteca tutti i giorni in bicicletta. Qui, mentre è assorta nel suo studio, inizia a ricevere dei fogliettini nascosti sotto ai suoi libri da un ammiratore segreto. Ogni biglietto corrisponde a un libro, in ogni libro è segnato un brano romantico, che la ragazza legge e si ripete nella mente fino al giorno successivo e all’arrivo di un nuovo foglietto. Chi sarà questo ammiratore amante dei libri?

Ramona is very excited we finally made it downtown to @powellsbooks. #shedressesherself #books #booktherapy

Una foto pubblicata da D.L. Mayfield (@d_l_mayfield) in data:

Memoria e luoghi

Il video continua e descrive come per il regista il film nasca dal bisogno di esplorare la relazione tra memoria e luogo. Della biblioteca di Houston, quella a cui si ispira il regista, egli ricorda la disposizione degli scaffali, l’atmosfera, gli odori e i suoni. E quella biblioteca ha ancora per lui quest’aria di santuario pieno di conoscenza, pieno di storie, tutto avvolto da un senso di quiete e rispetto. Da lì mi sono chiesta: cos’è che rende così speciale un luogo tanto comune come una biblioteca?

I libri, fanno la differenza!

Sarà capitato anche a voi di imbattervi in un libro, di identificarvi con un personaggio e di desiderare di vivere nei luoghi dei protagonisti delle storie narrate, di trovare analogie e richiami alla propria storia personale, che evocano emozioni e riflessioni. Spesso capita di provare sollievo o addirittura di trovare conforto e piacere tra le righe dei romanzi, dei saggi e delle poesie che leggiamo. Bene, questo capita perché

ogni libro è un potente strumento di cambiamento e crescita cognitiva, psicologica e sociale;

promuove le nostre risorse e competenze e ci rende liberi, non solo nella nostra fantasia.

Magia?

Leggendo ampliamo il nostro “potere”, favoriamo lo sviluppo dell’empowerment che, ad un livello individuale, rappresenta la possibilità delle persone di sentirsi responsabili, protagoniste della propria vita in termini di espansione del sé. In psicoterapia, il libro e la sua lettura, rientrano a pieno titolo tra i “compiti a casa”, come il diario e l’agenda, che molti clinici adottano e “prescrivono” ai loro clienti per l’elaborazione di contenuti psicologici e come strumento psicoeducativo e di autoaiuto. Prescrivere un libro in psicoterapia aiuta la persona a riflettere su di sé, a confrontarsi, a potenziare le sue competenze emotive, sviluppando strategie adeguate ed efficaci per la gestione del disagio psicologico. (F.Galassi, 2009)

Una foto pubblicata da Eleonora (@paradisi_di_carta) in data:

Avete mai sentito parlare di biblioterapia?

Nasce negli Stati Uniti negli anni trenta grazie allo psichiatra William Menninger e prevede la prescrizione di libri come homeworks per aiutare il paziente nel suo percorso terapeutico.

Obiettivi della biblioterapia:

  • Sviluppo dell’empowerment
  • Potenziamento delle life skills, ossia delle capacità di adattamento e di coping
  • Potenziamento dell’autoefficacia
  • Accrescimento dell’autostima e dell’assertività
  • Miglioramento della comunicazione efficace.

Esistono numerosi studi che evidenziano, per esempio, effetti positivi dell’intervento biblioterapico nel trattamento delle Fobie Specifiche (Jorm et al., 2004) e nell’Ansia Sociale (Abramowitz, 2009).

Come uso i libri nel mio studio di psicoterapia 

Anche io, nella mia pratica professionale, e soprattutto con gli adolescenti, utilizzo i libri come strumento di lavoro. Durante le sedute, io e i miei giovani clienti, siamo stati: sul piccolo pianeta con la volpe e il piccolo principe; abbiamo lottato con un polpo alla gola insieme a Zerocalcare; abbiamo riso a crepapelle con le avventure di Zia Mame e ci siamo commossi leggendo Norwegian Wood Tokyo Blues.

Questa profonda condivisione di letture, mi permette di conoscere e capire la persona che si rivolge a me, e ci aiuta a costruire insieme un’alleanza, che farà da cornice calda ed accogliente per tutto il percorso terapeutico.

Ed ora, se sei un amante dei libri e stai incontrando una difficoltà, o se questo articolo ti ha incuriosito e desideri approfondire alcuni temi esistenziali, qui  troverai un elenco di libri di auto-aiuto utili per te o per un tuo caro.

Buona lettura e buona visione!

Autrice: Nadia Izzo

BIBLIOGRAFIA

  • Ferdinando Galassi, (2009), La Terapia Integrata dei Disturbi d’Ansia, Franco Angeli Editore, Milano
  • Giusti E., Romero R. (2005), L’accoglienza. I primi momenti di una relazione psicoterapeutica, Sovera, Roma.