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Il Cinema come stimolo per l’esplorazione psicologica: CineMuoviMente

Cinema

 Autore: Barbara De Angelis 

 

Cinema e psicologia: un legame imprescindibile

 

La parola Cinema deriva dal greco Kinema e significa movimento.

Vi è mai capitato, da bambini, di creare un piccolo disegno animato con l’ausilio di un blocchetto e di una serie di disegni?

Basta far scorrere i disegni, ad una certa velocità, per vedere una farfalla sbattere le ali o un omino camminare!

 Al cinema vediamo un movimento creato da un’illusione percettiva. 

 

Il movimento è un concetto importante anche in psicologia

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Stare soli fa bene?

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Autore: Nadia Izzo

Stare soli fa bene? Oppure no?

L’esperienza della solitudine è comunque inevitabile. Prima o poi succede, ci ritroviamo soli, sperimentando un bouquet di emozioni contrastanti che ci trascina in un vortice apparentemente senza via d’uscita.

Lo studio

La solitudine, lo stare soli con noi stessi e i nostri pensieri, è un’esperienza che generalmente tendiamo a evitare, come dimostra uno studio condotto da ricercatori delle Università americane della Virginia e di Harvard, pubblicato su Science.

Dall’ indagine è emerso come oggi non sia facile restare da soli: la maggior parte dei 700 partecipanti, ai quali gli sperimentatori hanno imposto periodi di isolamento, ha dichiarato infatti di aver vissuto questa esperienza come estremamente spiacevole.
Secondo gli studiosi, quando stiamo soli e inattivi, la nostra mente tende a fissarsi sulle cose che non ci piacciono di noi stessi e a prevedere scenari catastrofici.
In effetti, quanti di voi hanno pensato, in questi momenti, di venir “sbranati dai cani alsaziani” o ancor peggio di arrendersi allo stato di “zitellaggio perenne”?

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Studio e ansia da prestazione. Un caso di psicoterapia breve [1° parte]

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Autore: Elvino Miali 

Studiare senza ansia è possibile!


Il caso illustrato in questo articolo dimostra come sia possibile ridefinire gli obiettivi abbassando l’ansia da prestazione, pur rispettando degli standard di efficienza.

Come riportato nel libro Crescita Personale, tra desiderio e accettazione come godersi il percorso, è possibile

“apprezzare quello che già di buono ti appartiene, senza rinunciare ai tuoi sogni e al legittimo desiderio di migliorarti. Considero la nostra vita come un viaggio, un percorso, durante il quale le nostre aspirazioni e i nostri desideri possono essere in armonia con la capacità di vivere nel presente e godersi il percorso”.

L’articolo, strutturato sotto forma di intervista al mio paziente, verrà suddiviso in tre parti (oggi leggete la prima), ciascuna corredata da un box operativo in cui è sintetizzata una delle tecniche utilizzate.  

La storia di Filippo

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Ti manca il tempo per fare le cose? La psicologia ti dà una mano

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Il tempo: una risorsa preziosa

Nella nostra società il tempo è una tra le risorse più preziose che abbiamo. Per le aziende essere i primi ad immettere un nuovo prodotto sul mercato è fondamentale, abbattere i tempi di produzione, velocizzare i processi di vendita.

I top manager spendono la loro vita per essere veloci, tanto quanto gli è richiesto dalle aziende. Le prestazioni dei professionisti sono basate su tariffazioni orarie e le aziende che si occupano di trasporto fanno leva sulla velocità degli spostamenti che offrono.

Non solo il business è incentrato sul tempo, ma anche ognuno di noi ha la vita organizzata e scandita dal tempo.

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Come ho incontrato la mia prima paziente

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Autrice: Vanessa Poscia 

L’inizio di un incontro

L’attesa e la curiosità sono due elementi che accompagnano spesso ognuno di noi quando stiamo per affrontare una nuova situazione, una nuova lettura come ora o una nuova conoscenza, come è successo a me.

Pensate per una cosa importante come il primo paziente.

Mi trovavo nello studio ad attendere la mia prima cliente. Provavo un misto di aspettativa, curiosità e paura. Nella mia mente si annidavano interrogativi di varia natura. Di che colore avrà i capelli e di quale lunghezza? In che modo mi saluterà? Riuscirò a sembrare tranquilla? Saprò fare le domande giuste?

In quell’ansia da prestazione, c’era l’euforia di sapere al più presto cosa sarebbe successo.

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