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Tag Archives:psicoterapeuta roma

Lavorare sul gruppo e vincere: la storia del Leicester City

Leicester City

Autore: Nadia Izzo

Leicester City: Campione d’Inghilterra

Il 2 Maggio, con tre giornate d’anticipo rispetto alla fine del Campionato di calcio inglese – complice il pareggio ottenuto dal Chelsea contro il Tottenham – la squadra del Leicester City vince il titolo di Campione d’Inghilterra.

È stato un miracolo o il risultato di un gruppo che lavora bene e ha una leadership efficace?

Il giorno della vittoria, “sulla carta” la squadra non è in campo, ma il video dei giocatori che festeggiano il successo a casa di Vardy (attaccante del Leicester City e della Nazionale inglese) diventa virale.
L’allenatore delle Foxes (volpi, soprannome della squadra), il mister nostrano Claudio Ranieri, è orgoglioso del successo del gruppo e della sua leadership:

 i giocatori hanno dato cuore ed anima, è il modo in cui giochiamo

 

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Il Cinema come stimolo per l’esplorazione psicologica: CineMuoviMente

Cinema

 Autore: Barbara De Angelis 

 

Cinema e psicologia: un legame imprescindibile

 

La parola Cinema deriva dal greco Kinema e significa movimento.

Vi è mai capitato, da bambini, di creare un piccolo disegno animato con l’ausilio di un blocchetto e di una serie di disegni?

Basta far scorrere i disegni, ad una certa velocità, per vedere una farfalla sbattere le ali o un omino camminare!

 Al cinema vediamo un movimento creato da un’illusione percettiva. 

 

Il movimento è un concetto importante anche in psicologia

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Stare soli fa bene?

stare_soli

Autore: Nadia Izzo

Stare soli fa bene? Oppure no?

L’esperienza della solitudine è comunque inevitabile. Prima o poi succede, ci ritroviamo soli, sperimentando un bouquet di emozioni contrastanti che ci trascina in un vortice apparentemente senza via d’uscita.

Lo studio

La solitudine, lo stare soli con noi stessi e i nostri pensieri, è un’esperienza che generalmente tendiamo a evitare, come dimostra uno studio condotto da ricercatori delle Università americane della Virginia e di Harvard, pubblicato su Science.

Dall’ indagine è emerso come oggi non sia facile restare da soli: la maggior parte dei 700 partecipanti, ai quali gli sperimentatori hanno imposto periodi di isolamento, ha dichiarato infatti di aver vissuto questa esperienza come estremamente spiacevole.
Secondo gli studiosi, quando stiamo soli e inattivi, la nostra mente tende a fissarsi sulle cose che non ci piacciono di noi stessi e a prevedere scenari catastrofici.
In effetti, quanti di voi hanno pensato, in questi momenti, di venir “sbranati dai cani alsaziani” o ancor peggio di arrendersi allo stato di “zitellaggio perenne”?

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