Autrice: Nadia Izzo

Perché dovrei dire le mie cose ad un’estranea?”

Adelaide entra nella  stanza, sembra più grande, sembra avere più di 14 anni.

E’ timida, silenziosa, riservata, e quasi infastidita; non ha scelto lei di essere qui. Per lei io sono un’estranea. E sono una psicologa. E dalle psicologhe “ci vanno i matti”.

Si siede di fronte a me e con un’autenticità disarmante, e mi chiede:

Secondo lei, perché dovrei dire le mie cose ad un’estranea?

Inizia così la nostra relazione terapeutica.
Io ed Adelaide: da una parte una terapeuta messa in discussioni dalle parole del paziente, dall’altra un’adolescente guardinga che non si fida di nessuno.
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