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Che c’entra Marina Abramovic con l’empatia?

Marina Abramović: The Artist Is Present Photo by Marco Anelli. © 2010 Marco Anelli

Autore: Antonella Giallonardo 

Marina Abramovic è un’artista contemporanea; in una sua performance siede in silenzio davanti a sconosciuti, un minuto a persona, solo contatto oculare, non una parola.

Lo ha fatto per 3 mesi consecutivi.
Tra i tanti visitatori è arrivato Ulay, artista anche lui, che 30 anni prima visse con la Abramović una intensa e indimenticabile storia d’amore. Erano 30 anni che non si vedevano. Quel sentimento è emerso in un minuto infinito, carico di emozioni. Il loro incontro, in questo video, è un uragano di sentimenti.

Una sera quell’uragano ha turbato anche me, quando, nel bel mezzo della mia splendida vacanza,

mi sentivo assolutamente imperturbabile.

All’empatia non si comanda!

Eh sì, “sentire” un’emozione altrui fa risuonare dentro di noi quella stessa emozione, che diventa anche un po’ nostra. E risuona certamente con un’intensità proporzionale al nostro coinvolgimento.

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3 motivi per usare Facebook nella “diagnosi” degli adolescenti

3 motivi per usare Facebook nella diagnosi degli adolescenti

Autore: Romeo Lippi

Test? No grazie!

Spesso lavorare con gli adolescenti è difficile: uno dei primi problemi è la formulazione di una diagnosi adeguata. Questo perché spesso con l’adolescente è difficile usare dei test per varie ragioni:

– l’adolescente non ha voglia di fare un test

– la trova una cosa troppo “patologizzante” e non vuole sentirsi etichettato come “matto

– perché il test è troppo complesso da comprendere o troppo lungo (come l’MMPI-A)

Le nuove tecnologie ci aiuteranno?

Io e il mio mentore ci siamo posti l’obiettivo di raccogliere le recenti ricerche scientifiche per vedere se e come utilizzare Internet e i nuovi media nel processo di psicoterapia. Abbiamo fatto una lunga selezione e lettura di articoli internazionali, da cui abbiamo tirato fuori anche un libro (qui lo potete vedere).

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Leader di me stessa: come fare la psicologa in un piccolo centro

Leader di me stessa: come fare la psicologa in un piccolo centro Valeria Ciciotti

Autore: Valeria Ciciotti

La vita in una piccola città

L’Aquila, capoluogo dell’omonima provincia e della regione Abruzzo, circa 70.000 abitanti.

La città è “una piccola comunità”, dove ci si conosce abbastanza facilmente, dove le informazioni corrono in maniera relativamente veloce, dove raggiungere un posto o l’altro della città è semplice e dove i cambiamenti dovuti ad eventi disastrosi come il terremoto del 2009 hanno forse portato a galla problematiche di vario tipo e una generale sensazione di malessere collettiva.
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Dalla contestazione a “Fare” la terapeuta: una scelta consapevole

dalla contestazione a fare la terapeuta una scelta consapevole

Autore: Nadia Izzo

Quando tutto iniziò

Sono sempre stata curiosa e profondamente interessata alle persone; alle potenzialità e anche ai profondi disagi che spesso caratterizzano la vita degli esseri umani.

Mi sono iscritta alla facoltà di Psicologia, immaginando e pensando che in qualche modo avrei trovato risposte alle mie domande.
Alcune risposte le ho trovate e forse, cosa più importante,

ho trovato anche nuove domande

e sempre più complesse riflessioni sugli uomini e le donne, le loro relazioni, il loro vivere nel mondo.

La mia “carriera” universitaria è stata caratterizzata da molte esperienze, sia didattiche sia umane, che oltre a formarmi su un piano culturale, mi hanno indotto a “guardarmi dentro” e ad iniziare un cammino introspettivo che dura ancora e penso durerà per sempre.

Sono stati anni di lotte per il diritto allo studio, contestazioni e relazioni umane cariche di stimoli e condivisione.

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Enrico: un giovane senza emozioni

Un giovane senza emozioni

Autore: Antonio Mancinella

Chi è Enrico?

Enrico arriva per la prima volta da me a 16 anni. Ricevo una telefonata dalla sua mamma e dopo un colloquio con entrambi i genitori concordo una seduta individuale per incontrare lui.

Enrico è chiuso in se stesso, non scambia lo sguardo, dice pochissime parole e sembra non provare nessuna emozione. Dà l’impressione di implodere.

Durante la seduta, dopo aver spiegato le funzioni della mia figura di terapeuta, di tanto in tanto intervengo, alternando così alcune parole ai silenzi, osservandolo, e rimandandogli le mie sensazioni e immaginazioni. Alla fine della prima seduta Enrico decide di non voler intraprendere un percorso.
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Come ho vinto la timidezza (grazie alla psicoterapia e alla musica)

Come ho vinto la timidezza - grazie alla psicoterapia e alla musica

Autore: Romeo Lippi

Il piccolo Romeo

Sono stato sempre una persona riservata e timida; da bambino facevo amicizia lentamente e nel gruppo classe ero spesso un gregario.

In adolescenza, nonostante avessi una relazione amicale forte e sincera, ero in difficoltà con gli altri e nelle situazioni di gruppo. Figuriamoci con le ragazze. Chiuso e impacciato scelsi psicologia (inconsciamente lo feci perché in realtà avevo bisogno di lavorare su me stesso).
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