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Autore: Valeria Ciciotti

La vita in una piccola città

L’Aquila, capoluogo dell’omonima provincia e della regione Abruzzo, circa 70.000 abitanti.

La città è “una piccola comunità”, dove ci si conosce abbastanza facilmente, dove le informazioni corrono in maniera relativamente veloce, dove raggiungere un posto o l’altro della città è semplice e dove i cambiamenti dovuti ad eventi disastrosi come il terremoto del 2009 hanno forse portato a galla problematiche di vario tipo e una generale sensazione di malessere collettiva.

Chi sono

Valeria Ciciotti, 33 anni, residente a L’Aquila e libero professionista psicologo con studio professionale in uno dei quartieri più “centrali” della città, il quartiere di Santa Maria di Farfa.

Passione e motivazione

Queste due componenti sono state il motore centrale della nascita e dello sviluppo della mia attività; vi racconto la mia storia per condividere il fatto che

“farcela è difficoltoso e non impossibile”

e affinché la tenacia e la determinazione diventino “mete possibili” per tutti!

Poiché quando diciamo che è impossibile, che è difficile, che chi ci riesce è una mosca bianca, diciamo cose inesatte considerato che con l’impegno è possibile raggiungere quei traguardi che inizialmente sembrano essere lontani!

Il mio studio in centro
Il mio studio in centro

Il mio sogno

A volte mi sembrava lontana la possibilità di avviare uno studio, di lavorare in proprio, di lavorare in pieno centro storico…lo desideravo molto!

Eppure vi scrivo proprio da quel posto che non immaginavo anni fa di poter vivere…un posto che oggi è fatto di accoglienza, calore, disponibilità, vicinanza e anche di regole e di rigore scientifico per offrire alle persone che mi contattano un servizio sempre migliore!

Le difficoltà e le paure

Uno dei limiti che immaginavo potesse ostacolare l’attività era il fatto che appunto, essendo L’Aquila una città relativamente piccola, ci si conoscesse troppo bene e che questo potesse ostacolare l’avvicinarsi da parte delle persone ad uno psicologo.

Temevo che le persone potessero pensare:

“…non ci vado perché non mi fido, perché la conosco attraverso alcuni amici, perché siamo vicini di casa, perché sa alcune mie questioni familiari…”.

Avevo inoltre paura anche io di avere come pazienti persone conosciute perché mi dicevo:

“ Conoscono la mia famiglia, conoscono troppi dettagli della mia vita personale…”.

La terapia e la supervisione

La mia terapia personale e la costante supervisione mi hanno permesso di esplorare meglio questi dubbi e queste paure e di comprendere che il limite quindi era solo nella mia mente poiché conoscere il fruttivendolo, l’edicolante, il farmacista, i condomini, l’estetista, i ragazzi del quartiere e così via poteva essere invece uno dei fattori protettivi della continua crescita del mio lavoro!

Spesso i miei supervisori mi hanno detto che questa “conoscenza diretta e a volte vicina” era una risorsa poiché spesso le persone si affidano maggiormente quando conoscono il professionista, quando conoscono dei dettagli della sua vita personale e professionale, quando sanno quanto si impegna nel lavoro!

Le paure che ho affrontato in terapia e in supervisione:

  1. paura di essere invasa nella mia vita personale,
  2. paura che i pazienti potessero conoscere troppe cose della mia vita personale tramite conoscenti, amici e parenti (miei e loro);
  3. paura di non riuscire a gestire i confini;
  4. paura di essere troppo accogliente con persone conosciute.
Io e i miei libri
Io e i miei libri

Le distorsioni cognitive

La terapia cognitiva si basa sul presupposto che i comportamenti problematici derivano da schemi di base (credenze).

Si presume che questi schemi fondamentali si sviluppino in risposta alle esperienze vissute nella prima parte della nostra vita.

E’ importante sottolineare che questi schemi di base non rappresentano necessariamente “la verità”, ma riflettono semplicemente le credenze che si sono sviluppate nel corso del tempo all’interno di ciascuno di noi.

Il trattamento si propone di identificare questi pensieri automatici e disfunzionali e di sostituirli con pensieri alternativi più funzionali. In definitiva, l’obiettivo è quello di creare un nuovo schema di base che vada a sostituire quello vecchio, che è alla radice dei pensieri disfunzionali.

Tra le strategie cognitivo-comportamentali scientificamente collaudate troviamo la R.E.T. )Terapia Razionale Emotiva) di Ellis (Giusti, Montanari, Iannazzo 2o04).

Il viaggio per diventare psicoterapeuta

Mentre seguo i miei clienti attraverso consulenze psicologiche, continuo a formarmi come psicoterapeuta approfondendo molte tematiche tra cui quelle relative alla coppia e alla genitorialità e ad esplorare la mia anima affinché il lavoro con l’altro possa essere sempre più obiettivo e professionale!

Bibliografia 

E. Giusti, C. Montanari e A. Iannazzo “Psicoterapie integrate-Piani di trattamento per psicoterapeuti” Masson Editore.

Autore: Valeria Ciciotti